Era una notte strana

Il testo di oggi parla di una passeggiata in una provincia pessima, piena di dolore e di ingiustizie. 

Coinvolti sono scrittori, baristi, amanti e tanti altri che, nella loro singolarità, rappresentano l'insieme.



Era una notte strana

Era una notte strana     
Il fiume anche dormiva
E un pazzo accoglieva

La sua faccia non mi era nuova
Come me anch’egli scriveva ad amori
Che le sue parole non attendevan

Ero nei vicoli
Buio pesto
Odoravo pesto fresco

Sposi che litigavano
Urlavano, si amavano
 le stoviglie si tiravano

‘’Torna da quella troia’’
Dalla finestra volava
La replica di un Goya

Cera lasciavo camminando
Mera si avvicinava l’alba
Nera vestiva l’anima

Avevo con me spiccioli
Penna, foglio
Tabacco in trucioli

Il giornalaio mi osservava
Sprezzante dei guadagni
E di ogni discorso su dio

Le puttane rincasavano
Col gruzzolo tra i seni
E sfiancati i loro reni 1

Un prete era in veglia
Il rosario era diventato
Preghiera d’inerzia

Odore di paste
E giovani sotto paste
Mascelle croccanti

“addio caste sociali
Da domani per lo stato
Tutti saremo uguali”

Tram con solo il conducente
Ad un barista rubavan l’incasso
Questa è la provincia

Cammino a ritroso

Il barista ora sanguinante
singhiozza bestemmie senza pudore
Il prete la veglia annulla con amore

Lo sposo rientra con Goya
Ritorna la passione nuziale
E al volume non danno moderazione

Il fiume ha sputato lo scrittore
Una poesia incisa sul braccio
L’unico modo per far successo

Che feci io?
Sedetti e misero
Scrutai la mia misera anima.

Note:
1) Plauto nelle sue commedie quando parlava di prostitute le definiva anche come coloro che avevano i reni sfiancati.

Grazie per aver letto questo testo, vi invito a leggere quelli precedenti e se vi va di tornare quando ne saranno disponibili di nuovi (solitamente ne esce sempre uno il venerdì).

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