La mia bufera notturna

Nella poesia di stasera parliamo ancora d'amore (è quasi Natale, è giusto che sia così) e lo facciamo con molte metafore.

La mia bufera notturna:
Penso che tu sia la bufera nella notte
Che della mia testa fa come foglie
Nella stagione che più fa paura
Ho una dannata paura di perderti
Mi sento piccolo come Maria
Ai piedi della maestosa croce
E la pioggia che ha lavato il Cristo
Equivale alle lacrime che han lavato
La mia peccaminosa e nuda anima
Nuda come i sogni dei bambini
Che sono pieni d’ingenuità
Tramandate da un padre che odia l’amore
E lo cerca tra le gambe d’una minorenne
Come noi, detestiamo una cosa
Poiché non possiamo averla
Ed eccolo il vecchio Fedro
La volpe e l’uva matura
Talmente matura da esser acerba
E quella volpe avea paura dell’albero
Non che non riuscisse ad arrivarci
La sua mente l’aveva convinta di non farcela
Nella stessa condizione mi ritrovo io
Ho paura di te
Ed è per questo
Che son convinto

Di odiarti. 



Penso che prima di Natale ci vedremo ancora una volta, ci scambieremo, sempre con una poesia, gli auguri. 

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