Figlia d'un divorzio

Questa sera vi porto un testo che ho scritto qualche giorno fa, mi sono voluto immedesimare in una ragazza che da un giorno all'altro vede il matrimonio dei genitori sciogliersi come sale. Ho cercato di coglier, al meglio delle mie possibilità, i sentimenti, le essenze e le assenze.



Figlia d'un divorzio: 



Ad un padre che padre non è più

Papà che difficoltà parlarti
Non sai quanto stia soffrendo
E forse mai riuscirò a dirtelo
Perché hai dovuto farlo?
La notte che te ne andasti
Mi lasciasti in dono un cero:
La speranza che saresti tornato.
Ora la fiamma s’è affievolita
E seppur la ragione non la veda più
Il cuore ancora ne riceve calore
Ancora è illuminato dalla tua immagine.

Padre ti ucciderei stanotte stessa
Verrei a piedi sotto casa tua
Con un coltello di sogni infranti
Al fine di ferirti al cuore
T’accoltellerei finché piangendo
Non imploreresti pietà
E il coltello allora si trasformerebbe
Diventerebbe un coltello d’amore
E tutte le ferite muterebbero in baci
Quelli di cui ci siam privati negli anni
Quelli che ora, quando son sola, mi mancano
Vorrei parlarti dei miei sogni, dei progetti
Di come sono cresciuta, mutata
Di come ora il pianto non passa più
Con un vestitino rosso di Prada
Padre perché non poterti chiedere aiuto?!
Perché ogni fidanzato è una tua copia,
Una tua immagine riflessa nel vuoto?!
Non vorrò mai sposarmi
Ho paura che succeda come a voi
Marito e moglie che ora si odiano
E poi mai vorrei che una creatura come me
Debba soffrire come ho fatto io
L’egoismo di cui dico d’esser affetta
Mi fa vestir da giustiziera.
M’hai cinto d’un’eterna insicurezza
E l’hai ricoperta di sfarzosissime collane.

Padre non la vedi com’è ora la mamma?!
S’addormenta con la paura di sognarti
Ogni sonno per lei è un incubo
Ma lo sai che ora i ruoli si sono scambiati?!
Spesso infatti chiede di dormire al mio fianco
Come da piccola facevo sempre io
Inventandomi mille incubi che non esistevano
Pur di condividere una notte con voi

Per anni m’hanno etichettata
Figlia di divorziati cioè figlia del nulla
Come la cenere ch’è figlia d’una sigaretta
Che un attimo c’è e l’attimo dopo scompare
Non sai quanto mi diano fastidio i tuoi assegni
Spesso nemmeno riesco ad incassarli
Perché troppo bagnati dalle mie lacrime
Se dovessi contare le lacrime da te causate
S’allagherebbe tutto il deserto
Si spegnerebbero le fiamme degli inferi
Satana diverrebbe campione di nuoto.

Immagino sia bello voler condividere
Solamente i momenti belli
Ed eliminare invece quelli d’amarezza
Quelli in cui mi chiudo in me stessa
Quelli in cui mi creo una gabbia mentale
E faccio del mio cuore il più crudele carceriere
Ogni giorno mi concede la mia razione di tristezza
Ed osservandomi attende che la mangi
Finché umiliata non vomito ciò che ho dentro
Con l’altra entità con cui condivido il corpo
Quella ch’è rimasta a quando c’eri anche te

Ieri ho posto una sedia davanti alla finestra
E guardando la neve al di là del vetro
Mi son ricordata di quando giocavamo insieme
Come ogni padre anche per te ero una principessa
Sappi che son dovuta crescere senza il mio re
Però le principesse quando crescono divengono regine
E fino a ieri nel mio regno non eri contemplato
Ma, padre, ora sento di doverti chiedere scusa
Ho il cuore naufrago su una isola di sentimenti
Papà perdonami.
Tua figlia
Per sempre.

La critica commenta: 

Le conseguenze di un matrimonio naufragato, i sentimenti contrastanti di una bambina, la sua sofferenza per l’assenza del padre, l’intenzione di odiarlo e la voglia di perdonarlo: un maremoto di emozioni mirano ad immedesimare nel giro di pochi versi colui che legge.
Degna di nota è la caratterizzazione della protagonista, colei che scrive, che alterna momenti d'odio verso il padre a momenti in cui si pente dei suoi pensieri e lo vorrebbe lì vicino a lei.
Il divorzio è una tematica assai importante al giorno d'oggi ed è spesso vista dagli occhi d'uno dei due coniugi, troppa poca importanza si dà invece a chi la meriterebbe più di tutti: i figli.
L'intento del poeta quindi, in questo caso, è di dar voce a chi non ha voce e cerca di esprimere ciò nel modo più realistico possibile.

Colgo l'occasione per ringraziare la critica anche su queste pagine.

Noi ci vediamo settimana prossima con un doppio appuntamento: 
Il lunedì leggeremo un altro testo;
Il venerdì parleremo d'una tematica.

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