"Mamma, moriamo assieme" (Rivolì)

Questa poesia è ispirata ad un fatto di cronaca nera torinese: un uomo dopo esser venuto a conoscenza di essere malato di tumore e che sarebbe dovuto morire pochi mesi più tardi, torna a casa dall'amata madre, la uccide e poi si spara. Non riusciva ad immaginare la madre morir sola in un ospizio.

Il secondo titolo (Rivolì) è nato da un'errore di lettura della critica al nome provvisorio che avevo dato alla bozza però, grazie a questo errore, ella m'ha fatto capire di quanto fosse più dolce rinominare così la città dove è accaduto questo tragico fatto ed è per questo motivo che ho voluto aggiungerlo alla denominazione finale dell'opera.




"Mamma, moriamo assieme" (Rivolì)


Madre abbi pietà di me
In un lampo d’amore
Saremo ancora insieme
In uno sparo di pistola
Lasceremo la nostra Rivolì
E raggiungeremo Iddio

Madre abbi pietà di me
Ma mi strugge la visione
Di te sola in questo mondo
Muoio al pensiero di vederti
annegata di lacrime
Al mio funerale

Madre abbi pietà di me
Non te ne renderai conto
Sarà un sordo boato
E poi una luce angelica
Ti scorterà con lei
E allora ti sentirai rinata

Madre sei lo zucchero
in questa vita amara
sei il bicchiere di vino
dopo un intenso lavoro
sei la notte d'amore
con la donna che si ama.

Un secolo fa
C’era la guerra
E in fasce c’eri tu
Oggi, adesso
C’è la mia guerra
E non ci sarai più”

E poi ricordo il nulla
un bagliore
Un boato

E poi ricordo il nulla
Un pianto
Due vite emigrate

Non chiedetemi come caddero
Io li voglio immaginare
Abbracciati per l’ultima volta

Li voglio immaginare
Abbracciati per l’eternità.

La critica commenta: 

Un lampo d’amore e uno sparo di pistola sono i protagonisti indiscussi del seguente componimento. L’azione dell’uomo svela la sua natura e dell’amore provato nei confronti della madre: un amore anomalo, probabile conseguenza di una presa di coscienza inaspettata. Due persone con due guerre opposte, una mondiale e l’altra totalmente individuale, la cui unica via d’uscita consiste nell’annullamento della vita, in un “abbraccio per l’eternità”, un gesto tanto intriso d’amore quanto violento. Ascoltiamo questo grido di vita contro la stessa vita, nel silenzio della nostra stanza, che assomiglia al silenzio del cielo.
C.M.


E anche oggi il buon Michele Andrenacci ci ha regalato un suo scatto intriso d'amore , come si fa a non fermarsi, dopo aver letto il testo, a guardare l'immagine pensando che quelle due mani magari siano quelle dei nostri protagonisti?!

Venerdì, stavolta veramente, vedrete su questo sito nascere una nuova rubrica che, v'avviso, sarà strana. 

Prima di lasciarvi vorrei esprimere il mio cordoglio per la scomparsa di Fabrizio Frizzi, colonna portante della nostra infanzia. 



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