Parole e sapori EP.1: ciambelline al vino cotto

"Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene."
 Diceva Virginia Woolf ispirando così la rubrica che vedrete ogni venerdì su queste pagine; l'intenzione è semplice: far d'una parola della poesia del lunedì un ingrediente per una ricetta che possa allietarvi altre letture.

Oggi ci divertiremo, dipende poi dalla vostra concezione di divertimento, a preparare delle ciambelline al vino cotto.


Già vi vedo a interrogarvi sulla dannata ragione che possa avermi spinto a pensare delle ciambelline al vino cotto: 


Madre sei lo zucchero
in questa vita amara
sei il bicchiere di vino
dopo un intenso lavoro
sei la notte d'amore
con la donna che si ama.
Queste le parole che ho usato per descrivere i sentimenti del figlio matricida e poi suicida in "Mamma moriamo assieme (Rivolì)" ed allora ho deciso di scegliere il vino, e, per dare ancora più dolcezza alla questione, di utilizzarlo per preparare dei biscotti che possano rendere, se possibile, più lieta una così tragica lettura.

Ma bando alle ciance e vediamo come si posson preparare questi biscotti:

Cosa ci serve?

  • 1 bicchiere di vino cotto (non fate gli alcolizzati che ve lo bevete ancor prima di cominciare, li conosco i miei lettori).
  • 1 bicchiere di zucchero
  • 1 bicchiere di olio di semi 
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci 
Procedura:
  1. Vestite un grembiule leopardato affinché già da ora possiate cominciare a perdere ogni sorta di dignità.
  2. Prendete una ciotola, non quella del cane, e nel seguente ordine disponeteci: zucchero, vino cotto, olio, poco a poco aggiungete della farina e per ultimo il lievito. 
  3. Ora dovrete tornare col pensiero in una di quelle fucine per cui tanto andavano matti gli antichi greci e con una forza pari a quella del dio Efeso cominciare ad amalgamare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  4. Tornate ora in voi ricordandovi del grembiule che state indossando e incominciate a creare dei filoncini dello spessore di 5 mm potete anche affidarvi alla nota filosofia ''vado ad cazzum", dovreste comunque riuscire.
  5. Chiudeteli ora a ciambellina. 
  6. Fate slittare le ciambelline s'una lastra unta o con la carta da forno.
  7. Riponete ora le vostre piccole creature nel forno, già caldo ed impostato a 180°.
  8. Attendete una ventina di minuti (potete, se non avete nulla da fare, bere il vino cotto restante così da rendere più spensierata l'infernale attesa.)
  9. Controllate che comincino ad essere dorate e se pensate che sembrino vestire il colore dei più sfarzosi bracciali potete cominciare, guanti alle mani, a tirarle fuori per  gustarne il sapore affinché già il giorno dopo finiscano e, spinti come da una dipendenza, vi possiate di nuovo approcciare a questa ricetta. 
Vi lascio di seguito un piccolo set fotografico che ho voluto dedicare alle ciambelline per rendergli un poco di giustizia:







A lunedì!

Commenti

Post più popolari