Borghesi su troni di sabbia

Buonasera! questa sera vi porto un testo che ho scritto recentemente, ispirato dagli scritti di Pasolini.




Borghesi su troni di sabbia:

Come gabbiano s’una ferrovia
Allo stesso modo io vivo
Questo spaesamento nel mondo

Com’è possibile mi chiedo
Camminare fianco a fianco
Con chi è padre d’ignoranza

E di una stoltezza ch’è solita
Di chi, nato tra le ricchezze,
Vive in una completa estraneazione

Da quello ch’è il viver di stenti
A tal punto ch’io identifichi in questo
L’unico sprone a vivere la mia vita.

Lontano dalle ideologie ad hoc
Che cullano l’ipocrisia borghese
E la fa dormire col cuore a posto.

Allora rinsavendo nei miei pensieri
Mi è assai razionale pensar d’esser
Di troppo in un mondo che non vuole

Ch’io contraddica le gabbie mentali
Che fallacemente han provato
Secoli or sono altri ad espugnare,

A tirarle giù come fossero ipotetici
Muri d’una Berlino ancor più violenta
Di quanto la storia ci possa insegnare

Poiché è normale per me bussare
Alle vostre porte di legno intagliato
Dalla fatica d’un vostro schiavo,

Guardarvi dritto in quelle pupille sporche
Dalle quali mai sono uscite vere lacrime
Bensì le più pregiate perle con le quali v’adornate

E con la veemenza che spesso
È richiesta dalla scrittura ad
Un poeta come me

Sputare ogni malcontento operaio
Sui vostri divani di pelle umana
Poiché avete distrutto un mondo,

E sempre sarete voi a dar
Direttiva perché venga ricostruito
Ma loro, le vostre braccia,

Finalmente si renderanno conto
D’aver nella testa un cervello
Assai più luminare del vostro

E allora giratesi e alzati gli occhi
Quasi a raggiungere i vostri troni
Costruiti s’una sabbia di cenere

Accenderanno le loro sigarette
Con il fiato sprecato dalle vostre
Inutili quanto insopportabili urla,

E allora, rimarrete soli
Come soli avete sempre lasciato
I nostri più umili fratelli.


La critica commenta:


A contraddistinguere la seguente poesia sono le parole pesate e pesanti che la compongono, parole con cui il poeta descrive il suo vivere quasi per inerzia in un mondo ormai preda dell' "ipocrisia borghese": uomini venali dalle "pupille sporche". Il sentimento di spaesamento provato dal poeta fa si che questi evada da quelle "gabbie mentali" realizzate per comodità dagli uomini, gli stessi che hanno "distrutto un mondo"e voluto, pur d'arricchirsi, ricostruirlo cercando di travestirsi anche da brave persone.
L'intento del componimento è quello di comunicare lo stato di un mondo messo a tacere dall'egoismo degli uomini..
C.M.


A presto!


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