Cronaca in Versi Ep.1: Rapina ed omicidio a Sant'Elpidio a Mare

Vorrei oggi inaugurare nel sito buna nuova serie di poesie ossia quelle ispirate da fatti di cronaca: sono rimasto in questi ultimi giorni colpito dalla crudeltà, perlopiù dovuta dalla disperazione, dei ladri che sono entrati nella casa di due addetti di pompe funebri e hanno iniziato a massacrarli di botte per rubare un'irrisoria quantità di denaro.
Ho voluto dedicare a Stefano e al fratello, vittime di questi disperati, un testo.




Rapina ed omicidio a Sant'Elpidio a Mare:

Massacrati di botte
Per un bottino irrisorio
Massacrati di botte
Per due sigarette
Uno schizzo di vino
E un cuore macchiato
Nel vento della vita.

Siete saliti di fretta
Velocemente avete
Legato ed imbavagliato
Il vecchio Stefano
E di lì a sangue gli avete
Scacciato la vita dal corpo
Per poi prender suo fratello
Anch'egli pecora senza colpa
Legarlo ad un triste destino
E cominciare a percuoterlo
Finché non è nata la pieta.

A cosa serve ditemi ora
La vostra lurida pietà
Avete la coscienza sporca
Al pari d'un bagnopubblico
Avete il portafoglio vuoto
E l'anima che presto vi chiederà
D'essere espulsa perché indignata.

La vostra pietà
è motivo per noi
Di grande odio
Ma non saremo
come voi
Perché si sa;
La peggior giustizia
è quella che viene
Dal popolo giustiziere.

La critica commenta: 

Il poeta è rimasto fortemente colpito dalla disperazione di chi, per poco più di qualche spicciolo, è stato capace di massacrare due uomini al punto di lasciare che uno morisse d'asfissia. 
In questo componimento egli si rivolge direttamente ai ladri e li apostrofa con parole assai violente. 
Nell'ultima strofa il poeta rivela che questo gesto è motivo per lui di grande odio ma che, saggiamente, decide di trasformare in poesia e non in azione, perché come dice lui "La peggior giustizia / è quella che viene / dal popolo giustiziere." 

C.M.

Grazie per la lettura e a presto!


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