La meglio mignotta de Roma

Stasera a parlare, tramite i miei scritti, è una prostituta di Roma che racconta ciò che ha dentro e riflette sulla condizione italiana di oggi.



La meglio mignotta di Roma:

Chissà, chissà chi verrà
Chi per due soldi mi amerà
E chiederà delle soffici carezze
Che graffino il suo perbenismo
Lo stesso che la domenica a messa
Lo porta a creder d’esser timorato
D’un qualcuno più grande di lui;
Sarà un manager, un prelato
Un professore o uno sbandato
Si crederà domineddio
Grazie alle perle strappate
Al collo della povera donna
Che alla finestra, con un the caldo
e tante, troppe lacrime, lo attende,
Del mio corpo farà un antistress
Come sole mi guarderà
Finché accecato si pentirà
E mi butterà come straccio
In quel freddo inferno
Dal quale m’avea richiamato
Per poi ripresentarsi all’indomani
Con gli occhi di bestia
Pronto a sputare acida saliva
Per pulire ciò che sozzura si crede
Ma che, in realtà io credo migliore
Delle sue corrotte mani di lavanda.

Le luci della ribalta
Quand’ero piccola,
Quando giocavo a far la modella
Me le immaginavo diverse
Ora invece sono due fari
Che timidi cercano il mio sorriso.
E se anni fa sognavo d'invecchiare
tra gli odori dei fiori e dei mandarini
ora questi son solo candidi aromi
con i quali vestire le mie carnose labbra.

Sono la più richiesta
‘’a meglio mignotta de Roma ’
Diceva un deputato
Consigliandomi all’onorevole
Che poi soddisfatto
Avrebbe suggerito la merce
Al grande presidente
Perché anche lui,
Data la buonanotte
Ai suoi piccoli cuccioli
E presa la macchina,
Potesse imboccar la Togliatti  
E vedermi lì
A quel chilometro,
il mio codice a barre,
Aprire il finestrino
Sventolarmi i soldi
Come biscotto ad un cane
Farmi salire sul sedile di pelle
Reclinare lo schienale
E vomitare su di me
Ogni sua repressione.

L’Italia è uno stivale
Sì, ma d’una puttana.

La critica commenta: 

A fare da sfondo alle parole di una donna definitasi "anti stress" con il "codice a barre", c’è Roma e il popolo anonimo di coloro che di notte, spogliatisi del loro perbenismo, si trasformano in padroni dagli “occhi di bestia”. Parole pungenti che si sposano perfettamente tanto all’immagine della donna che afferma di sentirsi “merce”, quanto a quella della “povera donna” costernata e consapevole dell’alterazione del compagno di vita.

Dunque, perché è impossibile vivere senza provocare sofferenza? Che cos’è la coerenza?
C.M.



opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.


La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.




Commenti

Post più popolari