L'amore ai tempi del minotauro

Dopo essermi preso una piccola pausa settimana scorsa, questa settimana torniamo con un testo che parla d'amore.
Tanti i personaggi di questa sera: Borges, Arianna, il Minotauro ed ovviamente ci sei anche te.




L'amore ai tempi del minotauro:
Rosse bacche dipingono i tuoi occhi
I capelli tuoi, trame d’una storia perfetta
Quei fili ch’han permesso della nostra Arianna
la più che sacra liberazione
Così allo stesso modo han fatto 
col mio cuore da troppo tempo chiuso
Nel labirinto eretto dal più malvagio ingegnere: 
Quello che dalla mia mente è gelosamente generato.
Ed allora tutte quelle ch’ebbero il mio cuore
Si sono ripresentate metamorfizzate in minotauri 
Ed io, vittima dei racconti di Borges, ero felice
Di vederle al mio fianco, di poter giocar con loro
E così quando hai deciso come lampo 
Di ferire i miei teneri occhi 
Pensavo fossi una nemica da sconfiggere
 La tua salvezza m’appariva come condanna
Il tuo amore salvifico lo reputavo trai peggiori
Tra quelli che mai avrei voluto al mio fianco. 
 Ma si sa: l’amore è figlio del vento
E come il padre può volare verso altri lidi
Baciare altri cuori e il tuo lavar di pioggia
Lasciandoti nella fogna peggiore ch’esista: 
La disperazione. 

La critica commenta: 

Per questa sera il poeta abbandona il commento alla cronaca e decide di affrontare ancora una tematica cara a tutti gli scrittori: l'amore.
Questo viene presentato come figlio d'una visione contorta, infatti l'amore, quello vero, è visto come nemico per un uomo che oramai s'era abituato a crogiolarsi negli amori passati, in quelli passionali.
La citazione a Borges non è assolutamente casuale infatti il letterato argentino descriveva il Minotauro come un essere sofferente, che viveva straziato la sua vita di tutti i giorni così sono gli amori vecchi e con questi il poeta rivela che ama giocare ancora come se provasse una pena per loro.
C.M.



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Ci vediamo lunedì prossimo.

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