L'aura

Che poi è notte, e c’è vento:
Ho sceso, facendoti inciampare,
Almeno un milione di scale
Ballavo un tango con L, e le sue forme
Le toccavo il culo, mi si concedeva
Lei, come le sue amiche, pronta
A fumarmi il sesso in una notte di viltà.

Ansimava, e mi chiedeva scusa
Se mi amava e io non volevo
Se faceva l’amore, e io sesso
In ginocchio mi implorava di perdonarla
Ma io le baciavo la fronte
E fuggivo tra le gambe della notte
Tra i segni delle botte
Tra i capezzoli della morte.

L.’aura di lei era un fuoco
La mia, una stele di ghiaccio
Il fuoco scioglie il ghiaccio
Ma il ghiaccio sciolto 
uccide il fuoco.



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