Vedrai

Vedrai, nell’ansia dei tuoi
lontani i miei
perduta la pioggia
nelle stelle del bracciante
perduta la fatica
tra le onde dell’oceano
volo
tra i figli dell’aritmetica
trascendendo l’arte
dell’inutile opera
appesa al gonfio muro
del lardoso ventre
del capitalista padrone
e scivolando
nei bugigattoli dei pianoforti
dove un FA imperativo
diviene un DO volitivo
dove l’ansia dell’artista
diviene la cura del malato
l’orgasmo dell’anima,
vivo
funambolo sempre
tra l’idea del vivere
e il vivere per un’idea.

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